giovedì 6 dicembre 2012

Caffe Floriàn di Firenze. Un anno di eventi di qualità ed eleganza


Degustazioni, mostre prestigiose, eventi culturali e appuntamenti mondani, e un concorso fotografico. Il Caffè Florian di Firenze - lo storico brand internazionale legato al locale più antico del mondo, nato a Venezia nel 1720 - si apre alla città presentando un ricco programma di appuntamenti che, per tutto l’arco del 2013, puntano a sottolineare l’affinità artistica e culturale che lega Venezia e Firenze.

Situato dal 2006 in via del Parione, nel cuore del centro storico fiorentino, il Florian ha recentemente riaperto dopo un periodo di chiusura, presentandosi in una veste rinnovata che esalta l’eleganza e lo stile di un marchio conosciuto in tutto il mondo. Un vero e proprio angolo di venezianità in simbiosi con la storicità e le bellezze del capoluogo toscano, dove nei prossimi mesi si alterneranno eventi e mostre che arricchiranno l’attività culturale di Firenze.

Per quanto riguarda le mostre, il Florian ospiterà nel mese di aprile “Figli d’api” di Bruno Ceccobelli, un’installazione formata da centinaia di piccole e medie sculture/pitture realizzate con tecnica mista (cartone, tela, colori naturali, ecc), applicate agli specchi, alle pareti e ai soffitti delle sale del Caffè Florian. Seguirà nel mese di giugno, in concomitanza con l’apertura a Venezia della Biennale d’Arte, un omaggio all’architetto e designer Gaetano Pesce dal titolo “Un vaso ‘Goto’ per Venezia”, una collezione di vasi progettati da Pesce in resina sintetica e in vari colori. Spazio anche alla fotografia d’autore, con alcuni scatti realizzati al Florian di Venezia dal grande Gianni Berengo Gardin, che si potranno ammirare a partire da settembre. Inoltre, il Florian di Firenze ospita già oggi le suggestive tavole fotografiche di Massimo di Capua, dedicate al Carnevale veneziano.

Da marzo a settembre inoltre, il Caffè Florian lancerà un concorso fotografico che avrà come protagonista la città di Firenze: l’autore delle migliori foto del capoluogo toscano verrà premiato con un weekend a Venezia e gli scatti saranno successivamente esposti al Florian di Venezia e di Firenze, a partire dal mese di ottobre.

Diversi saranno poi gli incontri culturali, a partire da quello dedicato alla storia dei profumi, in occasione del lancio delle due nuove fragranze del Florian, Aqua Admirabilis e Aqua Moresca, con l’esperto e creatore di nuove essenze, Lorenzo Dante Ferro.

E ancora incontri per brindare col prosecco delle colline trevigiane accompagnato  dal baccalà della tradizionale cucina veneta ed infine degustazioni di  caffè, cioccolata in tazza e thè del marchio Florian, ma soprattutto la possibilità di vivere il rito autentico dell’aperitivo veneziano, ogni martedì sera dalle 18.30 alle 21.30.

“Oggi il Caffè Florian- dice Marco Paolini, amministratore delegato della SACRA,  la società che gestisce il marchio Florian nel mondo- si avvia ai 300 anni di ininterrotta attività: un patrimonio artistico e culturale che stiamo promuovendo nel Mondo, un’icona del “buon gusto” e della gioia di vivere di un’Italia che vuole costruire il suo futuro traendo forza e sostanza dal  passato e dalle bellezze di un Paese unico com’è il nostro. Firenze e Venezia sono  mete irrinunciabili di qualsiasi “grand tour” che si rispetti, per questo vogliamo creare una collaborazione artistico-gastronomica tra queste due città d’arte. Cominceremo esponendo qui parte della nostra collezione d’arte contemporanea e continueremo  con un  concorso fotografico dedicato a Firenze che troverà spazio espositivo a Venezia, nelle storiche sale del Caffè Florian.”

martedì 16 ottobre 2012

PERCHE' QUESTO GOVERNO NON E' STRUTTURALMENTE CAPACE DI CREARE LAVORO

DI  FABRIZIO ULIVIERI
(https://www.facebook.com/ulivierifabrizio)

Giugno 1994 Boca Raton Florida. L'intero gruppo di lavoro del Credit Portfolio e Credit Policy and Strategy di J.P. Morgan è in vacanza premio in un lussuoso resort 5 stelle. Sono tutti ragazzi e ragazze tra i 20
 e 30 anni, inglesi e statunitensi, fanno festa e lavorano duro.
Il vertice di J.P. Morgan ha mandato questi ragazzi a rilassarsi perché vuole persone in grado di pensare “out of the box”, fuori dagli schemi. Devono risolvere il problema che tormenta ogni Banca dalla notte dei tempi.
Devono ridurre i rischi (e abolire la responsabilità della banca verso i terzi)
Il punto è che le banche trovano nei loro rischi un limite all'espansione, più capitale devono tenere “fermo” a garanzia per possibili rischi e meno possono concederne in prestito
Dopo giorni di meeting le conclusioni alle quali giungono sono:
- vendere direttamente i propri prestiti,
- separare il rischio dal prestito.
Ovvero vendere a terzi il rischio che ogni linea di credito concessa comporta. Separare, dal prestito stesso, il rischio che questo possa non essere ripagato. Ecco il “drive” che spinge il gruppo di lavoro a creare i primi CDS (Credit Default Swaps, quelli che Warren Buffet in seguito chiamerà “armi di distruzione di massa”). Un tipo di derivato che assicura un prestito dal suo possibile default (sofferenza).
Questo momento rappresenta l'introduzione di concetto totalmente nuovo nel mondo finanziario. Le banche trovano il modo di deresponsabilizzarsi da ogni rischio. Si sganciano da ogni rapporto di responsabilità verso terzi e si gettano nella speculazione senza nessun dovere verso terzi.
Il concetto di responsabilità/debito/colpa è totalmente bypassato.
Da questo momento in poi la finanza speculativa si stacca dall’economia reale, definitivamente.
Si arriva alla famosa bolla del 2008.
Crisi della Banche. Fallimento della Lehman Brothers.
Si inaugura il circolo vizioso: le banche creano la crisi e gli stati gliela ripagano tassando i cittadini.
Le banche continuano nella speculazione sine culpa verso terzi riversando le responsabilità sugli stati..
Finalmente dal presidente della Banca centrale finlandese, Liikanen sappiamo che – un dato da essa uscito e che è stato largamente snobbato dai commentatori - nei quattro anni dal 2008 al 2011, le banche europee hanno ricevuto fondi pubblici per 4.500 miliardi di euro, pari al 36,7% del Pil dei Paesi membri dell'Ue.
L'aritmetica ci dice infatti che quel 36,7% del Pil che gli Stati hanno graziosamente girato alle banche dev'essere andato in buona parte ad incrementare il debito pubblico dei paesi europei. Questi infatti chiudevano i conti in deficit anche prima, perciò non potevano semplicemente prendere il denaro da qualche cassaforte e darlo ai banchieri. Così hanno aumentato le tasse (più tecnicamente, il prelievo fiscale) e hanno aumentato il debito.
Interessante è stato anche quello che è successo dopo, i sacrifici per riequilibrare la situazione, quelli di cui tanto si parla oggi, i banchieri non li hanno fatti per nulla. Le remunerazioni dei manager della finanza sono rimaste altissime. Anche quelli che erano direttamente responsabili della crisi, nella peggiore delle ipotesi si sono ritirati con liquidazioni principesche.
E c'è di più. La Banca Centrale Europea ha messo a disposizione delle banche centinaia di miliardi di euro semigratuiti per sostenerne la liquidità. Queste hanno comprato titoli di stato dei paesi screditati, sui quali invece corrono interessi piuttosto alti. Un altro regalo alla finanza. E un colpo ai contribuenti dei paesi “non virtuosi”, i cui sacrifici servono praticamente solo per pagare gli interessi. A che cosa servono queste banche? l loro effetti positivi sulla gente e sull'economia non si riescono a distinguere. Se cadono, trascinano con sé l'economia, si dice. Può darsi, ma è una motivazione per pagare solo negativa, analoga a quella per cui si paga il pizzo: se non scuci i soldi, ti bruciano il negozio. Ma se paghi, non è cheti aiutano a pulirlo o ti trovano nuovi clienti. In Italia abbiamo un governo che, per esigenze strutturali (governance e non più governo in quanto dipendente da Bruxelles a sua volta controllata dai gruppi bancari, tedeschi soprattutto) è espressione della finanza speculativa mondiale (Monti è figlio della Goldman Sachs!). Da noi, certo, il supporto diretto alle banche non è stato particolarmente alto, ma lo Stato paga interessi astronomici e per controllare l'evasione ha costretto anche l'ultimo dei pensionati ad aprire un conto in banca. Anche questi sono modi per sostenere la finanza, a spese del popolo.
Questa è la situazione per grosse linee che ha preceduto e accompagna il governo Monti che segue pedissequamente la cura Merkel (la cura imposta dalla Deutsche Bank in altre parole).
In tutti i paesi che seguono la cura Merkel, è stato un fallimento totale, in quanto non si pensa a creare lavoro ed economia reale ma solo a prelevare tramite tassazione il denaro da girare alle banche alla CEE e alla BCE che poi li girano di nuovo alle banche, che senza cercare di innovare e sostenere nuovi modelli produttivi speculano.
L’economia finanziaria speculativa è un’ economia di rapina e non innovativa dal punto di vista dei modelli produttivi, in quanto si limita a sfruttare i sistemi produttivi esistenti con ingegnerie di alta finanza che producono sistemi virtuali che permettono di rapinare quantità di denaro laddove son state prodotte dall’economia reale con sistemi reali.
Nessuno parla di economia reale. Nessuno sostiene l’economia reale. Nessuno parla di come creare lavoro con l’economia reale. Nessuno parla di nuovi sistemi produttivi reali.
Nessuno ne parla perché il governo attuale rappresenta il modo di pensare e agire delle finanziarie, alle quali la situazione in atto sta bene, che è sintetizzabile in : meglio tanto denaro in poche mani che denaro in tante mani.





(FONTI DI RIFERIMENTO:  Chi è Blythe Masters? - Fanpage -  leganordmelegnano.blogspot.com)   

giovedì 11 ottobre 2012

I am seen Therefore I exist (ovvero sulle Cassandre del web e sulla tracciabilità dell' Io in rete)




Sulla rete il Sum cartesiano ha assistito ad una trasformazione di non poco conto: da privato si è fatto pubblico, per cui il Sum si è identificato sempre più col videri e sempre meno con il cogitare.
Se sono visto esisto. Se appaio esisto. E’ la forza del soft power (entertainment), più penetrante incisivo modellante e forte dello hard power (il potere coercitivo e repressivo, più limitato e limitante), in virtù del suo specifico potere seduttivo aggregante e uniformante.
Ci sono troppe Cassandre in giro. Si parla tanto di Zygmunt Bauman, che dipinge negativamente il mondo del Web2.0 come un mondo dove il potere (CIA  in primis) ci spia ed usa i nostri dati usando le stesse forme di intrattenimento (mainstream and social media) per asservirci
Ma questo il potere l’ha sempre fatto. Il famoso Panem et Circenses lo si è dimenticato?
Ma rispetto ad allora l’EGO (cartesiano) ha subito secolari mutazioni. L’Ego ha allargato la sua sfera pubblica sempre più verso il videri ma non ha tuttavia definitivamente annullato la sfera privata (del cogito). Lo ha fatto adeguandosi alla regola imperante ed imperativa della maggiore tracciabilità in relazione alle trasformazioni delle transazioni economiche (carte di credito, cellulari…) e sociali (web, google, Facebook, Twitter…)
L’EGO è divenuto così tracciabile 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Per questo chi non è tracciabile (visibile) non esiste.
Solo nella tracciabilità l’EGO prende forma. La forma di questo secolo. L’EGO è sempre stato un soggetto passivo e mutante che nella mutazione trova la sua ragione di esistenza. L’EGO checché ne dica Cartesio è comunque e sempre un Synthetos, un Composto.
Nell’era del Web2.0 l’EGO, a dispetto di quello che dicono le Cassandre, trova la sua composizione, Synthetis, nella capacità di determinazione online di categorie (tagging) che nella totalità delle determinazioni (tags) trova il suo collocamento in quanto si fa individuare e riconoscere: I am seen Therefore I exist
Che poi il potere lo sfrutti ai suoi fini è conseguente. Il Potere è l’Impero, tutto ciò che crea una struttura forte che sfrutta a suo vantaggio strutture deboli.
Ce maître n’a pourtant que deux yeux, deux mains, un corps, et rien de plus que n’a le dernier des habitants du nombre infini de nos villes. Ce qu’il a de plus, ce sont les moyens que vous lui fournissez pour vous détruire. D’où tire-t-il tous ces yeux qui vous épient, si ce n’est de vous ?

(Etienne de la Boétie)



martedì 9 ottobre 2012

CAFFE' FLORIAN DI FIRENZE intervista ad Alberto Ferrario manager di sala




1)      Alberto ci parli di Lei, delle sue esperienze lavorative, di come è arrivato al Caffè Florian?

Con una formazione tecnica,mi sono buttato fin da giovanissimo nella ristorazione e ricettività. In Toscana (indico le ultime mie esperienze lavorative per ragioni di spazio) dal 2008,dopo aver gestito per 8 anni la mia piccola attività alberghiera a Como,sono tornato alla ristorazione nel Chianti come Responsabile del Bistrot di Villa Dievole. A Firenze ho lavorato come Guest Service Ambassador alla Villa Il Salviatino di Fiesole prima di giungere al Caffè Florian.

2)      Come si differenzia il Caffè Florian di Firenze da quello di Venezia?

Il caffè Florian di Firenze nasce come boutique dei prodotti a marchio Florian. Negli anni si è poi trasformato fino ad oggi in cui, dopo una chiusura di due mesi ed i lavori effettuati, ci proponiamo come vero e proprio caffè veneziano, più moderno ma nello stile e nel servizio oltre che nella qualità in linea con la storicità per cui siamo famosi nel Mondo.

3)      Un cliente che viene al Caffè Florian di Firenze che servizio e qualità trova?

Come ho scritto sopra, in un ambiente più moderno, cerchiamo di mantenere lo stile di un tempo seguendo l'antica storia professionale italiana del servizio.

4)      Qualcosa che manca al Caffè Florian di Firenze?

Lo Spazio, sia interno che esterno.

5)      I prodotti migliori del Florian fiorentino?

Con la nuova apertura ed un duro lavoro, siamo riusciti a metterci in linea con la produzione di Venezia e siamo orgogliosi di rappresentare e di vendere la venezianità in Firenze (dove non mancano le realtà locali).

6)      Com’è cambiata la clientela negli ultimi dieci anni?

La clientela è cambiata negli ultimi anni come sono cambiati i gusti ed i consumi delle persone: si stà più attenti ai costi ed alle abitudine alimentari più sane e salutari.

7)      Com’è cambiata la Sua professione negli ultimi dieci anni?

L'Italia ha sempre avuto una grande scuola alberghiera e ricettiva, che ci ha resi famosi nel mondo. Il mondo però è cambiato e cambia tuttora in modo molto rapido. Per questo, il nostro impegno più grande è quello di riuscire a coniugare passato e presente, i tempi di servizio con lo stile, la proposta con la qualità.
                                                                  
8)      Quanto ha inciso la recente crisi economica sul business del Caffè Florian di Firenze

La crisi ha influito sul nostro business alla pari di altre attività, modificando il nostro business, ne in più ne in meno, ma modificandone i vari aspetti.

9)      Un giudizio sulle condizioni attuali della  città di Firenze. Mi riferisco alle strade, alle strutture, ai servizi…

Purtroppo Firenze risente come tutte le città dei tempi che cambiano con tutti i limiti e le problematiche direttamente collegate al movimento delle persone (immigrazione moderna) e alla difficile integrazione, il traffico, i disservizi dovuti alla mancanza di soldi pubblici, al ritorno a comportamenti incivili........

10)  Un consiglio da dare a chi volesse iniziare la Sua professione?

Il mio consiglio a chi si approccia alla nostra professione è di pensare a tutti gli aspetti di questo lavoro, quelli bellissimi di contatto ed interazione sociale, ma anche a quelli più impegnativi,quali il sacrificio e l'impegno. E' il lavoro più bello del mondo.



mercoledì 3 ottobre 2012

Crime and Punishment - Courses of Excellence at ISTITUTO EUROPEO Florence Italy




In this course we will look at theories of crime and punishment through various Italian theorists and conventions, both contemporary and historical.  We will examine different systems of justice, from institutionalized courts to the ‘extra-state’ methods of the mafia.  With an aim to understand better answers to the question -- what constitutes a just reaction to a crime committed? -- we will explore ideas of prominent thinkers from a range of disciplines across a wide expanse of time. For instance, does justice demand revenge and retribution?  Alternatively, does it require forgiveness and mercy?  And who should decide -- the victim or his/her family?  A neutral judge?  The state?  These questions and others will bring us in contact with classical thinkers such as Beccaria, contemporary historians writing on the mafia, such as Salvatore Lupo, and others.

ISTITUTO EUROPEO SA: www.studyabroad-ie.com
Contacts: info@istitutoeuropeo.it 

lunedì 1 ottobre 2012

Italian Humanism and Human Rights - Course of Excellence at ISTITUTO EUROPEO Florence Italy



In any contemporary discourse on human rights, one must inevitably confront the question: what does it mean to be human, and what kind of life does each human deserve?  In this course, we will look at the answers to these questions given by some of the most prominent Italian humanists.  We will seek to uncover the connections between what these humanists thought and wrote (on life, on education, on love, on women), and draw links to how human rights activists today explain and justify their work. Through texts by such thinkers as Petrarch and Boccacio, we will explore the central tenets of Italian humanism to see if it can help to articulate and illuminate some of the stones in the foundation of human rights theory.  We are fortunate in Florence to have the Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights, and we will use this resource as we pursue the contemporary aspect of this course.

ISTITUTO EUROPEO SA: www.studyabroad-ie.com
Contacts: info@istitutoeuropeo.it 

venerdì 28 settembre 2012

Political Realism: Thucydides and Machiavelli - Course of Excellence at ISTITUTO EUROPEO Florence Italy









What does it mean to be a ‘realist’ in politics and international relations?  This course will examine the work of two seminal thinkers, often thought of as the forefathers of realism: Thucydides and Machiavelli. Thucydides wrote a famous history of the brutal war between Athens and Sparta, exposing for his readers some of the strongest (though not always ethical) motives that drive political leaders and states.  Machiavelli wrote a ‘handbook’ for future princes, detailing cunning ways to obtain and hold onto power.  Both focus on worlds infused with conflict and competition, where morality often seems to have very little influence.  But is there more to these these texts and the men that wrote them?  What might a close reading of the work of Thucydides and Machiavelli reveal about each thinker and what might it change about ‘realist’ thought that is so central to much of IR today.

ISTITUTO EUROPEO STUDY ABROAD

Contacts: info@istitutoeuropeo.it 

giovedì 27 settembre 2012

Power and Politics: Plato, Machiavelli, and Locke - Courses of Excellence at ISTITUTO EUROPEO - Florence Italy









Who should wield political power and why? This course will look at this broad question through the work of three major political philosophers: Plato, Machiavelli, and Locke.  Each thinker seems to have a distinctly different idea as to what makes political authority legitimate, yet close readings of their major texts will reveal similarities and overlap even amidst the striking diversity in their outlooks.  We will work chronologically, being sure to place each man in his own historical context.  With this grounding, we will explore the theories espoused, linking ideas both to their cultural milieux and then thinking more abstractly, comparing and contrasting the core principles each promoted.


ISTITUTO EUROPEO STUDY ABROAD

Contacts: info@istitutoeuropeo.it 

mercoledì 19 settembre 2012

INTERNSHIP IN FINANCE: Michael Franzidis









I started at the school on the 23rd of July 2012. I really enjoyed the lessons and my teacher, Elisabetta, was great. I feel like I learned a lot quickly, having 3 hours of class every day, plus having quite a few classmates to work and study with. I really liked everyone that the school has organised for me to stay with, as well as all the people in my classes.

I started work at Savino del Bene one week after arriving in Italy. Although the work is not exactly in my field (its difficult to get a finance internship in Italy, as they don't like making outsiders privy to private information), I have still really enjoyed working here and definitely don't think I could have found as good an internship myself. The people that I work with are all very friendly and helpful, always listening to me talking my broken Italian and correcting me.

martedì 12 giugno 2012

Vincenzo Damiano, Bar Caffetteria Damiano, Via del Parione, 46r


  1. Vincenzo parlaci un po’ di te…
Mi chiamo Vincenzo  Damiano. Ho 47 anni. Sono del segno dell’ sagittario, faccio il barman, lo faccio con amore e in pratica tutti quelli che vengono qui devono sentirsi a casa propria... e poi se vuoi sapere ... sono sposato.. due splendidi figli... Andrea e Maria Claudia...

  1. Raccontaci del tuo Bar Caffetteria Damiano
Questo bar nasce nel  2003 ed è  in pratica un bar che lavorava già tanto con gli studenti perche qui di fronte prima c’era una facoltà che si chiamava Scienze della Formazione e quindi il bar lavorava con ragazze dai 17 ai 18 anni

  1. Che cosa facevi (e dove) prima di iniziare con il Bar Caffetteria Damiano?
Prima di iniziare con il bar  sono andato a scuola . Ho studiato geometra. Sono venuto a Firenze poi e mi sono innamorato della città. E’ stato allora che ho iniziato a lavorare da barman. Da allora non posso più fare a meno di questo lavoro. E una droga per me. Non posso vivere senza questo lavoro.

  1. Cosa ti ha spinto a iniziare la tua propria attività?
Il fatto è che io amo stare con la gente. Adoro le persone, quelle belle, quelle brutte, quelle grasse, quelle tristi, e cerco nel mio piccolo di poter mettere a proprio agio tutti quelli che ho di fronte. Dopo quasi dopo circa 25 anni di questo lavoro diventi anche un po’ psicologo.

  1. Descrivi una tua giornata tipica
Una mia giornata tipica…: mi alzo alle 7:30, vengo qui al bar…è come il fare il pazzo, mi do da  fare, gioco, sto la gente, rido, scherzo…e quindi poi nello stesso tempo lavoro. Mi piace molto sopratutto quando vedo la gente che è un po’ triste e cerco di tirarla un po’ su.

  1. Qual è la cosa migliore a lavorare per conto proprio?
Il fatto che nessuno ti può dire niente..  non devi prendere ordini da nessuno, ma solo da te stesso anche se questo molte volte è proprio rischio. In pratica non sei dipendente se perdi un cliente non perdi l’attività.  Se invece lavori per conto proprio e perdi cliente e una persona che ti viene a mancare

  1. Come è cambiato attività da quando hai iniziato?
Questa è una bella domanda, questa attività ora sta subendo dei forti cali perche in pratica anche in questa attività si sente la crisi come in tutti settori e in tutto il mondo… pero io riesco ancora dopo 25 anni di questo lavoro a divertirmi perche io sinceramente posso assicurati che  mi diverto tantissimo a fare questo lavoro.

  1. Qual è la tua cosa che preferisci di Firenze?
Di Firenze mi piace il globalismo del turismo perché a Firenze puoi parlare oggi con un russo domani con un cinese e con un indiano con un americano con un inglese. Firenze è multietnica: c’è tutto il mondo.

  1. Qual è la cosa che ti piace di meno di Firenze?
l’ipocrisia. Mai in generale non mi piace l’ipocrisia, non solo a Firenze, ma in tutto il mondo.

  1. Che consiglio daresti ai giovani (che sperano di avviare un’attività in proprio)?
Di crederci con tutte le forze perché volere è potere io sono un alto no proprio t ario sono un alto dipendente volevo avere dell’i attività per conto mio con molti sacrifici ci sono riuscito e penso che nulla si hai impossibile tutti quanti possono realizzare proprio sogni la vita basta volevo ma questo con molto sacrifici.

  1. Se qualcuno è visita a Firenze per un solo giorno, cosa gli consigliresti di fare/vedere?
Un solo giorno per Firenze non basta.  Però gli consiglierei almeno gli Uffizi, parte le cose… perche Firenze e una città unica nell’ mondo.

venerdì 18 maggio 2012

Flash of genius!




When I say “Florence” the first things foreigners think of are art, fashion, food and, of course, Italian latin lovers. However, the city that gave birth to Dante is also a cauldron of fermenting ideas in less famous sectors, but still very strong: research and technology. Today we speak with Carlo Bruni, Marketing Manager of CDR, an engineering company made up of a team of real Florentine inventors.

1)      What is CDR ? What do you do?
CDR is most of all an engineering company that applies its skills in several fields including mechanical and micro-mechanical engineering, photometry, biochemistry, electronic engineering and software development. We realize solutions for niche markets and potential customers.
It’s active on the market since 1990’s, when it was founded by a group of professionals with many years of experience in diverse sectors. Our most important sectors are the electronic toll collection system, the medical diagnostics system and the food test system.
Our systems are most of all applied in:
-        Telematics, with the electronic toll terminals for highways and parking lots. CDR plans and produces specialized terminals for tickets and magnetic stripe cards to be used for the electronic toll collection in the Italian highways or barcode based systems for parking lots.
-        Medical diagnostics, with hematology systems for the determination of the erythrosedimentation rate in blood samples, instrumentation for clinical chemical diagnostics and hemostasis systems.
-        Food diagnostics, with systems for the quick analysis of food, like olive oil, alimentary fats, milk and wine.
The quality of our products allowed CDR to be involved in important projects with leading national and international partners, like FIAT, AUTOSTRADE, FAAC, OLIVETTI, ENEL, NCR, INSTRUMENTATION LABORATORY , HOSPITEX DIAGNOSTICS, MENARINI, FERRERO, PARMALAT.
A synthesis of our activities and mission can be seen in a video, in Italian, at this address: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&list=PL681F8138139DE4B6&v=NXLLhdJ9dmE

2)      Describe your most successful patents for us.
Innovation is one of our priorities. Some of our ideas and projects are protected by patents, but many of our products are protected by the brand FOODLAB, like Coca Cola, just to make an example.
Our most successful patents are:

·    The electronic toll collection systems for tickets and magnetic stripe cards (like VIACARD, BANCOMAT and credit cards) applied on the Italian highways;
·        In medical diagnostics, the system for the determination of the erythrosedimentation (VES), that allowed us to sell our instruments all over the world.
·       In food diagnostics, the system designed to measure the lactic acid in milk samples. And also, the brand Ferrero adopted our FOODLAB systems to measure some chemical standards in their product Nutella.

3)      What major challenges and problems do you face?
The major challenges lie in all these stages: conception, production, marketing, selling and collection.  Each phase presents some difficulties and has to be faced with specific skills. You must think of a company like a circumference, that needs all the 360° to be complete: if something is missing it cannot be closed. But, if I have to choose, the major challenge lies in understanding the market needs and then trying to satisfy them with our knowledge, mixing intuition, creativity, technology and experience.   

4)      What aspect of your business gives you the greatest satisfaction?
Our greatest satisfaction is to work in a group in a high empathic concern climate. It allows us to observe and analyze the world in order to understand suggestions and needs that can be translated in products for different sectors.  This value has always allowed us, in more than 40 years, to develop complex systems in various sectors, from telematics to medical diagnostics, going through food diagnostics and, back in time, systems for the textile engineering and even weapons for the military sector.

5)      You are an exception in the Italian brain drain. Is it difficult to choose Italy nowadays?
It is difficult to find a perfect recipe in the actual global market. We decided to prioritize a life philosophy, before being engineers, chemists, computer experts and, more in general, technicians.       We based our business on technologic innovation “niche markets orientated”. In telematics, for example, first in Italy, we introduced the electronic toll collection system for magnetic stripe cards in highways, parking lots, large-scale retail trades and interbank market.  
In the present world, time has decreased and the value of a human product walking at a same rate with human relationships doesn’t cope with the profit oriented strategies of the multinational companies. It is important to possess an “inner compass” that points research towards those activities in line with your own spirit, to be strong and proactive, to hold on and never lose your nerve.  

6)      What would Italy need to be more competitive?
Global market has made many well-known sectors not accessible anymore, because now we are facing the not equal competition from East Europe and the BRIC countries. But we still operate in other sectors, thanks to the quality of our products. 
Competitiveness is a mix of objective aspects, like infrastructures, networks, government policies and also the marketing strategies that you can learn in some specific training schools (Universities, masters…). But what I’d like to highlight is the importance of your mood. First of all, to be really competitive, you need to be confident and capable, of course.  This consideration can be resumed in an aphorism: “There are no facts, only state of minds” . Facts are determined by state of minds. You have to consider it when you elaborate strategies.

7)      How your job has changed over the years?
Our history, started in the 1960’s, has gone through different phases defined by an evolution in technology, especially in microelectronics and computer application. At the same time, global market evolved and new media communications started to appear (internet, multimedia, social networks…etc.). Our activity had to gain knowledge in order to  use new technologies and we had to organize our inner structure to manage with new international customers, without forgetting our main mission: the development of innovative products for niche markets.

8)      How do you imagine your business ten years from now?
Is there a million dollar prize for this question?
Joking aside, I think CDR should make an effort like the scientists who researched the laws to “order the chaos”. I mean that we will need to build a human and professional base able to face the challenges of the next decade, in terms of technology, but most of all we will need to work on our creativity to build mental and operating models for the development of products and markets. In some sense, we have to find the laws of a chaotic system.

9)      Some advice for young people starting careers?
In addition to the most predictable qualities, like professional qualification, determination, perseverance and a proactive attitude, I’d like to suggest something more: build your own “inner compass”, have your own value system in order to evaluate the proposals and the opportunities you will receive. Finally, be constantly active and proactive.

    

mercoledì 9 maggio 2012

Marakita, la mariquita con estilo


Marakita es una joven marca de Florencia, símbolo de una ciudad que continúa demostrando sus ganas de innovar e inventar: el nombre viene de la combinación del apellido de la creadora con el animalillo “mariquita” que en Italia es un símbolo de buena suerte. Su punto fuerte es la creación de artículos únicos y originales, nacidos de la unión de materiales brutos de la tradición toscana con mucha creatividad. Aquí hablamos con su creadora, Benedetta Maracchi.

1) ¿Qué es Marakita? ¿Podrías presentarnos tu empresa?
Marakita es una pequeña empresa artesana de complementos para mujer, hombre y niño nacida en 2009 de la fuerte mezcla entre pasión por la moda y apego a la tradición toscana.

2) ¿De dónde nació el estímulo para poner en marcha tu propia empresa?
Todo nació de un grande período de crisis personal y profesional que me llevò a reflexionar por largo tiempo y a poder crear lo que yo realmente quería.

3) ¿Cómo se ha modificado tu actividad durante los últimos años?
Ha mejorado en calidad y afectación, y también en su expansión en los mercados extranjeros y en su gama de productos.

4) ¿Cuáles son las mayores dificultades que encuentras en tu trabajo?
Las dificultades son a veces de carácter económico y de elecciones estratégicas.

5) ¿Y en cambio, cuáles son las mayores satisfacciones?
La satisfacción viene de la apreciación de mis clientes por los productos, de las ganas de sentirse especial, como propone Marakita.

6) ¿Has tenido la ocasión de disfrutar de algunas facilidades para el empresariado femenino?
Por el momento no, porque no tuve tiempo de documentarme.

7) Según tu opinión, ¿ qué le falta a Italia para que sea competitiva?
Una clase dirigente capaz y políticos auténticos.

8) ¿Dónde te ves dentro de diez anos? ¿Tienes proyectos futuros?
Confío en tener pronto mi propia tienda en Florencia, ampliar mi gama de productos y, quizás, abrir un negocio en el extranjero!

9) ¿Qué aconsejarías a los jóvenes que quieren trabajar en el campo de la moda?
Que sea el campo de la modo u otro, cuando se quiere montar un negocio propio es necesario ponerse reglas, tener mucha resistencia, estar abiertos a nuevos proyectos y tener en grande consideración los estímulos que vienen del exterior. Hay que ser tenaces y creer en tus propios sueños, incluso en los momentos difíciles.


A cappuccino dated 1870


A cappuccino dated 1870

One by one, it seems that the historical businesses in Florence are disappearing, due to the speculation that recently affected them and forced many of them to close. Just a few historical institutions resist and one of them is the Gran Caffè San Marco. Today we speak with its owner, Piero Zani.


The Gran Caffè San Marco is a historical institution of the city of Florence, would you like to tell us its history?
The Gran Caffè San Marco is a café that opened in 1870 under the name “Caffè Fanti” in honor of the General Manfredo Fanti, whose statue overlooks the piazza San Marco. It has always been a meeting place for students, professors, philosophers and artists: in the 1930’s you could have easily met some exponents of the literary school of the “Ermetismo” like Luzi, Bigongiari, Parronchi or Macrì there. In 1961 the café was restored and lost part of its charm, but you could still meet many artist and literates there. The current owners have had this place since 1985.

 Is there some particular episode of its history that you would like to share with us?
One day a Japanese couple arrived and asked for a pastry and a cappuccino, later they wanted me to take a picture of them in a precise spot of the restaurant…then they showed me a picture in a Japanese magazine and I noticed that it was reproducing the same scene I had to photograph. We were famous in Japan and we didn’t know it!

How your job has changed over the years?
Due to the fact that many offices moved away from the city center to the new zone of Novoli, (like the University, the Tribunal and some banks), we have less regular customers and more occasional tourists.

The economic crisis is quite a hot topic right now in Italy. How has it affected you?
Of course it has affected us. Our customers right now are only occasional tourists and we registered a drop in business of the 30%. We had to cut some expenses, most of all affecting our staff.

The historical Florence shops and bars have decreased a lot in these last years. What could be the reason?
A low interest from our government leaders who weren’t able to preserve the historical Florence businesses. They let minor businesses like Chinese jewelry shops or kebab restaurants emerge whilst ignoring the Florentine craftsmanship, admired and known all over the world, that started to disappear.

What major challenges and problems do you face most?
We are constantly pressed by iniquitous taxes, our field is not well promoted and tourists are not stimulated to come back here.

What aspect of your business gives you the greatest satisfaction?
To see our customers happy and satisfied and also to see them coming back with other people.

How is your relationship with the city of Florence? Would you give some advice to the Mayor?
As I already said, it is necessary to make an effective promotion through agencies abroad and give more services to the tourists. If we apply iniquitous taxes like the “tourist tax” or the “tax on the tourist coaches” (about 260,00 € a day), the travel agencies cannot send many tourist here, to the detriment of our businesses (hotels, bars, restaurants…etc.)

How do you imagine your business ten years from now?
If our government leaders won’t stand and try to transform the city, many beautiful projects, right now plagued by the Italian bureaucracy, will remain irresolute and we will find ourselves in a world of chaos.

Some advice for young people starting careers?
Always remember not to take anything for granted, but try to deserve it. The biggest satisfaction is to see the customer happy and satisfied. Our personal problems must never interfere with our job. Work, work, always work with a smile, time will repay you.

lunedì 16 aprile 2012

Glocalization and ISTITUTO EUROPEO'S market strategy


There was a subject on the web a few years ago about globalization: how some main global trends (mainstream) could overlap local trends and modify them.
Recently the subject changed from globalization to glocalization: how global tendencies have been modified and digested by local traditions.
This last trend was originated above all by the Arab revolutions (Arab Springs), which found a ground for their revendications in the mainstream-life-style imposed to the world by the Social Media.
What they ask is the same what other movements would have asked for after them: work, dignity and a decent existence.
“We are 99%” is the same slogan which unite different movements: from the Arab Springs through Occupy Wallstreet to the Indignados.
It’s a new philosophy that is coming to the surface from a philosophy of individualism, generated by the individuality of tagging, of the strong communities in Social Media, and the enormous chances by the Web2.0 to express your own thoughts on the blogosphere.
Even selling a product implies to cope with this new trend, even in the field of education where ISTITUTO EUROPEO operates.
Selling a product today means to tailor-made it.
It is a challenging prospective that ISTITUTO EUROPEO tries to face with a policy of controlling prices and tailor-made-programs, creativity and innovation.

giovedì 12 aprile 2012

Women a time bomb that can change the Arab World:


According to Salwa Katkhuda of the Amman-based Oasis 500 accelerator, a program aimed at developing digital start-ups in Jordan, while 25% of applications to its program come from women, 40% of those accepted are female.
By contrast, a recent report called the Startup Genome, comparing start-ups around the world, found that while New York City has almost double the female founders of Silicon Valley and London, they still comprised just 20% of start-ups.
May Habib, founder of Dubai-based Arabic translation service Qordoba.com, which uses a lot of freelance female workers, said the Internet has transformed women's opportunities. "More flexible work options, freelance, home-based work, low capital requirements; you can see why starting a company on a small scale is a much more viable thing for women to do than get a corporate job."
The ability to work from home is very significant. "Working from home is a big thing," says Ms. Katkhuda. "In Jordan, specifically, the main reason for women not entering the work force is the lack of a proper transit system. We don't have an affordable transit system that can take women from remote areas to the city." (Excerpt from WSJ)